• Festa Celtica di Beltane

    Posted on maggio 14, 2015 by in 2015, Manifestazioni locali

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    I Celti sono da sempre identificati come un popolo misterioso e poco conosciuto, probabilmente a causa delle modeste tracce archeologiche o per via dell’inesistenza di documenti scritti che ci sono pervenuti. I Celti infatti, nonostante estesero la loro presenza in tutta Europa, utilizzarono la scrittura esclusivamente per ragioni pratiche, legate al commercio o alla trasmissione di dati quotidiani. La sapienza religiosa, custodita dai Druidi, fu tramandata esclusivamente in forma orale inquanto fu da sempre considerato un atto sacrilego la trasmissione per via scritta del sapere tradizionale. Come è possibile pertanto, che una civiltà così complessa, apparentemente irrintracciabile nei meandri della storia, possa ancora oggi essere conosciuta e ammirata? Va detto infatti che tra le oggettive difficoltà, non ultima la decodificazione della loro lingua, è giunta fino a noi una forma di comunicazione che, attraverso i secoli, ci riconsegna intatta l’anima di questa civiltà: la musica. La riscoperta infatti della cultura celtica, così appassionante ancora oggi, passa attraverso i racconti dei bardi, le note dei menestrelli medioevali e giunge in questa era per tramite di quella sotterranea ma efficace linea di trasmissione che è la cultura popolare ed il folklore.

    Un popolo europeo
    Possiamo considerare i Celti come il primo popolo autenticamente europeo. La loro espansione infatti fu pressoché totale in tutto il vecchio continente. Ancora oggi infatti identifichiamo intere nazioni come terre dei celti; Scozia e Irlanda sono infatti eredi manifesti dei loro avi: i Britanni. Ma abbiamo tracce dei Celti anche in Spagna, che conosciuti col nome di Iberi, colonizzarono soprattutto il nord della penisola, andando ad identificare una regione che ancora oggi possiede un nome suggestivo: la Galizia. I Romani chiamarono Galli le popolazioni celtiche oltre le Alpi, a testimonianza della presenza di questa civiltà anche in terra francese. Ma abbiamo insediamenti celtici anche in Germania, in Austria e nel nord-Italia. Persino l’ Anatolia, regione dell’attuale Turchia, conobbe insediamenti celtici, nella regione anticamente chiamata Galazia, colonizzata dai Galati. I greci infatti chiamarono Celti (Keltòi) le tribù galliche con le quali vennero in contatto nei secoli prima di Cristo. Di origine indoeuropea infatti, i Celti si stanziarono in una regione centroeuropea compresa tra la Svizzera e la Germania del sud, per poi espandersi per via della loro vocazione commerciale e per le necessità imposte dai pascoli, fino ad arrivare alle porte di Roma, come la nostra tradizione ricorda.

    Società e Religione
    Nonostante questa notevole espansione, dovuta in verità più alle stringenti necessità, che non ad progetto organico di conquista, i Celti non costituirono mai un vero e proprio dominio sulle terre conquistate. Si limitarono al controllo dei traffici commerciali, alle comunicazioni via fiume, agli scambi di materie prime utili sia all’artigianato, di cui furono finissimi interpreti, sia all’allevamento che rimase la principale fonte di sostentamento. Il bisogno di difendere le proprie terre, il dinamismo imposto dai continui spostamenti, ma anche un’indole particolarmente pugnace, fecero dei Celti un popolo bellicoso ed espressamente predisposto alla Guerra. La loro originaria società, fu per questo esplicitamente patriarcale e fondata sul predominio gerarchico della classe dei guerrieri sulle altre articolazioni sociali. Ma un’altra figura di riferimento dei popoli celtici fu sena dubbi quella del Druido. Sacerdoti, maghi, saggi, i druidi costituiscono ancor oggi l’icona della cultura celtica. Il loro compito, al di là di riflessioni che ci porterebbe troppo lontano da quello che è uno scopo prettamente introduttivo della nostra rassegna, fu da sempre quello di conservare il sapere ancestrale. Attraverso la pratica dell’astrologia, del sacrificio rituale e altre forme di religiosità, mai rivelate in forma scritta o palesate a profani, i druidi rappresentano lo spirito di un popolo articolato, erroneamente definito come primitivo, legato profondamente alle sue origini ancestrali indoeuropee.

    I Celti in Italia
    Stanziamenti celtici in Italia sono comprovati sin dal V secolo a.C. E’ probabile infatti che artigiani galli entrarono in contatto con gli Etruschi, oppure che commercianti Celti ebbero scambi frequenti con le colonie della Magna Grecia. E’ certamente vero che le popolazioni celtiche, che sotto vari nomi, orbitavano lungo la valle del Po, pensarono di stanziarsi definitivamente in quella che oggi identifichiamo come la val Padana, fino al mare Adriatico. I Celti intrapresero quindi missioni commerciali ma anche avventure belliche che li portarono a scontrarsi con la nascente città di Roma. E’ ben noto infatti il saccheggio dell’Urbe, nel 390 a.C, ad opera dei Galli capeggiati dal loro condottiero Brenno. Ma tracce dell’espansione celtica si trovano anche in Lombardia; l’attuale Milano, che i Romani chiamarono poi Mediolanum, fu fondata dai galli senoni scesi in Italia. E che dire dei guerrieri Celti, che tra il III e il IV secolo a.C., si recarono alla corte di Dionigi di Siracusa, Re di Sicilia, per combattere contro i Cartaginesi, che a loro volta avevano schierato nelle loro fila altri “mercenari” galli? Non solo Latini quindi o Greci ed Etruschi in Italia: tra i popoli che contribuiscono alla nostra poliedrica identità possiamo annoverare anche i Celti.